PD tutti contro tutti dopo il funerale a Renzi

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Giovani dem che festeggiano la sconfitta elettorale con un «funerale» di Matteo Renzi.
Il clima nel Pd non è pessimo. Sono valsi a poco i tentativi di Dario Franceschini di ridimensionare lo scontro che si è consumato all’assemblea dei gruppi parlamentari di martedì. Niente spaccatura, ha assicurato il ministro della Cultura in un tweet, ma «l’inizio di un confronto civile tra idee diverse di cui abbiamo un grande bisogno»

Le divisioni su come comportarsi al secondo giro di consultazioni al Quirinale restano intatte. La linea dell’Aventino si è però rafforzata quando ieri Lega e M5s hanno trovato un accordo per il presidente della Commissione speciale della Camera.
Oggi alle consultazioni, ha spiegato il segretario reggente Maurizio Martina, andremo per «ribadire l’approccio avuto fin qui, l’impossibilità per il Pd di poter avanzare una proposta di governo». Linea renziana, quindi. Martina non rinuncia alla candidatura a segretario. «Ho iniziato una lavoro dopo il 4 marzo e credo di poterlo portare a compimento. Sono convinto che il 21 si possa fare questo passaggio», ha spiegato ieri a Carta Bianca.

Tutto questo mentre lo stesso Martina è stato messo in discussione dai renziani e ieri anche dalla sinistra del partito, tiepida verso la sua conferma a segretario. «Martina era il vice di Renzi. Dipende da cosa proporrà. Se si apre una fase nuova possiamo discutere», ha detto il ministro ella Giustizia uscente Andrea Orlando.
Ancora convinto che lo scenario più probabile siano le elezioni, anche se non rinuncia a un ultimatum al leader del M5s. «Se Di Maio continua a pensare di poter parlare con Salvini su temi quali Europa, immigrazione, politica internazionale o flat tax, stiamo facendo chiacchiere a vuoto: non ci sono le condizioni per sedersi al tavolo».

Se consultazioni e attività parlamentare sembrano dare ragione ai renziani del Pd, dentro il partito il clima per l’ex segretario e per tutto il gruppo dirigente è pessimo. Ieri ha fatto discutere un appello, nel quale 500 donne del Pd rivendicano la loro centralità nel Pd. Il documento, promosso da Francesca Puglisi, condanna la scelta delle candidature. «Per la prima volta il Pd è sovrastato nella rappresentanza femminile parlamentare dal Movimento 5 Stelle e dalla Destra e mentre chi ha vinto le elezioni affida la leadership dei gruppi parlamentari e le cariche istituzionali alle elette, nel Pd un gruppo dirigente sempre più chiuso e muto si trincera in delegazioni e trattative di soli uomini». Nella precedente legislatura il Pd aveva il gruppo parlamentare con la presenza femminile più consistente. «Ci siamo fidate. Un errore politico che non ripeteremo mai più».
Fronda, in forma di party, anche tra i giovani del Pd. I Gd del quartiere romano della Balduina hanno organizzato per venerdì 13 una festa per celebrare le elezioni del 4 marzo e la morte politica di Matteo Renzi, ritratto in un volantino accanto a una bara. «Non si tratta di una bravata, ma di un evento promosso all’organizzazione ufficiale dei Gd». Servono «provvedimenti immediati ed esemplari», ha commentato il deputato Pd Luciano Nobili. «Niente gogna», hanno replicato i giovani dem romani, «solo satira». Comunque un termometro degli umori nel primo partito della sinistra.

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