Macerata, il cattivo gusto degli antifascisti

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I cartelloni sono una presenza fissa ai cortei antifascisti. Son di tutti i gusti (più uno). Anche a Macerata i manifestanti hanno voluto esprimere con cartellone e pennarello il loro pensiero su immigrazione, razzismo, Lega, Salvini e chi più ne ha più ne metta. Non c'erano solo gli striscioni dietro cui hanno marciato i partecipanti, ma anche quelli realizzati dai singoli individui presenti al corteo.Due di questi in particolare stanno facendo il giro del web, entrambi indicati come fotografati durante lasfilata di ieri contro il raid folle di Luca Traini. Difficile verificare fossero davvero nella città marchigiana. Di certo i due manifesti raccolgono critiche e sfottò. "La mia fica dice no al fascismo", si legge in un cartellone viola tenuto in mano da una donna. Molto fine, non c'è che dire. Un altro, invece, cita: "Stranieri non lasciateci soli con i fascisti". E ancora: "Contro il razzismo e il fascismo armato, la risposta è il meticciato".La commistione tra femminismo e antirazzismo non è certo cosa nuova. Ma qui si scade davvero nel cattivo gusto antifascista. Che, per carità, in quanto tale verrà sempre considerato dalla parte del giusto. Ma che la "fica" di qualcuno sia antirazzista, beh: è una informazione di cui avremmo fatto volontieri a meno.

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