Macerata, dopo le foibe, altri cori choc: gli antifascisti contro Nassiriya



Non solo il coro choc contro le foibe. Non solo quella canzoncina d'odio sulle note di Raffaella Carrà: "Ma che belle son le foibe da Trieste in giù". Non solo. Il gruppetto di manifestanti presenti al corteo di Macerata contro il razzismo, voluto da diverse sigle politiche (e non) dopo il folle raid di Luca Trani, se la sono presa anche con i poliziotti, con i "fascisti" e con i martiri di Nassiriya."A Macerata fa freddo e piove, a Nassiriya fa meno 19 (il numero dei morti, ndr)", hanno cantato e urlato senza vergogna per le strade della città marchigiana. Il riferimento è evidente ai 19 morti dell'attentato del 2003 in Iraq. In quell'occasione morirono diversi carabinieri, facendo il loro dovere. Eppure per alcune frange della sinistra sono ancora da considerare "mercenari" degni di essere uccisi. E forse un po' di parallelismo può essere fatto con quanto successo a Piacenza, dove un gruppo di antagonisti e collettivi hanno massacrato di botte un militare caduto durante una ritirata nel bel mezzo degli scontri.A Macerata, scrive il Resto del Carlino, contro i carabinieri e i poliziotti sono stati lanciati insulti di tutti i tipi. Oltre ai cori di ogni tipo, anche gesti osceni, diti medi e insulti. Non sono mancate anche mozziconi di sigarette lanciate contro alcuni uomini della Digos. E poi inni di lode ai fatti di "Acca Larentia", dove morirono due militanti del MSI nel 1978 e il classico "fascisti carogne tornate nelle fogne".



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