Cosa rischia adesso chi fa propaganda fascista in Italia 

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Cristiano Minichiello / AGF 


Roma, sit in di Casa Pound 




Stop alla propaganda fascista. Vietato fare il saluto romano, o distribuire immagini o gadget del partito fascista. Si rischiano due anni di carcere, pena che può aumentare di altri 8 mesi se la diffusione avviene attraverso la rete. Primo via libera, da parte dell’Aula della Camera, alla proposta di legge a prima firma Emanuele Fiano (Pd), che ora passa all’esame del Senato, e che inserisce nel codice penale, tra i delitti contro la personalità interna dello Stato, l’art. 293-bis. Il nuovo articolo punisce con la reclusione da 6 mesi a 2 anni – salvo che il fatto costituisca più grave reato – la propaganda del partito fascista o nazionalsocialista tedesco. La clausola di riserva, “Salvo che il fatto costituisca più grave reato”, costituisce l’unico emendamento approvato dalla Commissione Giustizia nel corso dell’esame in sede referente. Altre modifiche al testo sono state approvate nel corso dell’esame in Aula.

Stop a gesti, simboli e gadget 

È vietata, perchè costituisce reato, la propaganda di contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco ovvero dei relativi metodi sovversivi del sistema democratico, anche mediante la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti; non sarà inoltre consentito richiamare pubblicamente la simbologia o la gestualità del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco. In particolare, è essenziale per la realizzazione del reato l’inequivocabilità (“chiaramente riferiti”) del nesso tra i beni e i partiti fascisti o nazionalsocialisti o dei relativi metodi sovversivi del sistema democratico.

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Da sei mesi a due anni di carcere 

È punito con la reclusione da sei mesi a due anni chi fa propaganda del partito fascista o nazionalsocialista tedesco. La pena è aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici. Il delitto è procedibile d’ufficio ma – stante l’entità della pena prevista – non consente l’arresto in flagranza.

Aggravante internet e merci online

 Costituisce aggravante del delitto (aumento di un terzo della pena) la propaganda del partito fascista commessa attraverso strumenti telematici o informatici. L’aggravante riguarda quindi sia i siti internet con contenuti di propaganda del partito fascista e nazifascista, sia il merchandising on line dei gadgets e degli altri beni chiaramente riferiti a quei partiti. 

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it



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