Firenze, cacciato jihadista pakistano con 1 moglie pakistana e 1 italiana convertita: istigava all’odio

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Nei giorni scorsi un 42enne pakistano, Mahmood Khan Zia Afgaal, che fino a un anno fa gestiva un negozio in via Cavour (a due passi dai palazzi della politica fiorentina e toscana), è stato espulso per motivi di sicurezza.

Secondo la digos fiorentina e le attività di intelligence, il 42enne avrebbe frequentato il centro di preghiera tabligh di Prato fino allo sua partenza dall’Italia lo scorso agosto. Qui avrebbe svolto anche l’attività di imam attraverso cui avrebbe radicalizzato musulmani in Italia e, sul fronte internazionale, potuto vantare contatti con il mondo contiguo allo jihadismo pakistano e afghano. Il 42enne, ha spiegato il ministro dell’Interno Angelino Alfano, aveva maturato un rapido processo di radicalizzazione indotto da un suo connazionale, già espulso per motivi di sicurezza dello Stato nell’aprile 2015.

Il 42enne, precisa l’agenzia Ansa, viveva nella zona del Poggetto con la moglie pakistana, la compagna italiana convertita all’Islam – che aveva di fatto il ruolo di seconda moglie – e i figli avuti dalle due donne.

Lo scorso agosto aveva lasciato l’Italia ed era tornato in Pakistan con tutta la famiglia, compresa la compagna. La donna, che lavora a Firenze ed è attualmente in aspettativa, si trova ancora in Pakistan. Nei giorni scorsi, per motivi in corso di accertamento da parte della Digos fiorentina, il 42enne è tornato da solo in Italia e in particolare a Firenze, alloggiando in una casa di alcuni conoscenti. Qui è stato rintracciato dai poliziotti della Digos a seguito del provvedimento di espulsione emesso nel frattempo nei suoi confronti. Venerdì scorso è stato rimpatriato in Pakistan.

Il ministro Alfano ha annunciato che stamani è stata eseguita un’altra espulsione per motivi di sicurezza (un kosovaro residente a Brescia) facendo salire a 127 il numero degli espulsi da gennaio 2015 di cui 61 dall’inizio dell’anno.

l’firenzetoday.it



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